Anything to say? A monument to courage

 

 

 

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“Anything to say?”
a monument to courage

“Anything to say?” é una scultura in bronzo, a grandezza naturale, che raffigura tre figure in piedi su tre sedie e una quarta sedia vuota, per noi. La quarta sedia é per noi, per chi deve dire qualcosa o per chi si vuole semplicemente mettere al fianco delle tre figure che rappresentano il coraggio di voler sapere e di rifiutare di essere controllati: sono Edward Snowden, Julian Assange e Chelsea Manning. Sono stati scelti come esempio di rivoluzionari contemporanei, eroi controversi, soggetti amati e odiati ma comunque capaci di scardinare le regole di un sistema di controllo che gestisce tutte le nostre vite.
E’ un’opera di Davide Dormino che ha colto l’idea di Charles Glass, un giornalista impegnato nelle vicende di politica internazionale, e ha tradotto artisticamente un concetto interpretando il coraggio dello spostamento con il salire sulla sedia. Quella sedia che ci permette di alzarci per vedere meglio ma che rappresenta anche il giudizio degli altri, fino alla punizione per aver osato.
E’ il primo esempio di scultura itinerante, interattiva: pur avendo tutta la tradizionale forza del monumento pubblico si muove e vuole che la gente si muova. Viaggia per il mondo, si sposta per far capire alle persone che devono spostarsi per vedere meglio, salendo su una sedia anche a rischio di cadere.
Si muove perché é il monumento di tutti, non di un credo politico o religioso, non di un paese solo: il coraggio di uomini come Snowden é per tutti. La dimensione mondiale del problema fa si che ognuno di noi sia coinvolto e che si senta “difeso” dal coraggio di chi svela il sistema con cui vengono indirizzate le nostre scelte oltre che motivate guerre inutili.
E’ un progetto che nasce dall’entusiasmo di un comitato che cura la strategia degli spostamenti e gli eventi come i Free-speech del giorno in cui l’opera si colloca in un luogo.
E’ stata realizzata nella Antica Fonderia Mariani di Pietrasanta, un luogo dov’é ancora viva e operativa la cultura artistica e artigianale italiana.

BERLINO
“Anything to say?”
Alexanderplatz 1 maggio 2015

Prima tappa del Monumento al coraggio itinerante.
Nella storica piazza di Alexanderplatz alle 12 del Primo maggio é stata “scoperta” la scultura da Patrick Bradatsch.
Insieme all’artista Davide Dormino e ai relatori tanta gente e tanti giornalisti hanno circondato la scultura che si é mostrata subito “accessibile” come l’ha voluta l’autore, tanto da portare la gente a toccarla continuamente per essere certi che non fossero veri quei tre.
Un intento riuscito quello di portare le persone ad avvicinarsi, ad incuriosirsi ma anche di poter riconoscere benissimo quelle facce di protagonisti del nostro tempo.
Così, dopo la sequenza dei relatori, un flusso ininterrotto di persone sono salite sulla quarta sedia per parlare, per far veder un cartello o semplicemente per farsi fotografare da un amico: la scutlura di tutti ha iniziato il suo viaggio tarsportando tantissima gente da un altra parte.
I relatori che hanno aderito all’invito, che sono saliti sulla sedia armati di megafono sono stati : l’autore della scultura Davide Dormino, Michel Rediske di Reporters senza Frontiere, Hans Christian Strobele, Sarah Harrison di Wikileaks, Annie Machon ex funzionario intelligence UK, Ulrich Schreiber direttore del Festival Letterario di Berlino e Anjhula Mya Singh Bais attrice e attivista per i diritti umani.

 

Anything to say? a Monument to Courage

“Anything to say?”, is a life size bronze sculpture, portraying three figures each one standing on a chair. The fourth chair is empty because it is our chair. The one for us to stand up on to express ourselves or simply to stand next to Edward Snowden, Julian Assange and Chelsea Manning, who had the courage to say no to the intrusion of global surveillance and to lies that lead to war. Both loved and hated, they chose to loose the comfort zone of their lives to tell the truth.
The work has been inspired by Charles Glass, author, journalist and broadcaster, and brought to life by artist Davide Dormino who believes in
the power of Public Art. « It has the power to make people grow and change their point of view. The chair has a double meaning. It can be comfortable, but it can also be a pedestal to rise higher, to get a better view, to learn more. They all chose to get up on the chairs of courage. They made their move in spite of becoming visible, thus threatened and judged. Some think they are traitors. History never had a positive opinion of contemporary revolutionaries. You need courage to act, to stand up on that empty chair because it hurts.»

Berlin, May 1st, 2015

On May 1st on the historical Alexanderplatz, in Berlin, the sculpture was unveiled by Patrick Bradatsch together with artist Davide Dormino, the speakers, the journalists and those who joined the event. Many people surrounded the sculpture, in turn stepping up on the chair to speak, or just to show their support.
The speakers at the event who stood up on the chair armed with megaphones were: Davide Dormino, sculptor, Michel Rediske for Reporters without Frontiers, Hans Christian Strobele from the German green party, Sarah Harrison for Wikileaks, Annie Machon, former MI5 intelligence officer, Ulrich Schreiber, director of Berlin International Literature Festival, Anjhula Mya Singh Bais actress and human rights activist.
The journey has begun. Dresden this summer, Switzerland in the autumn, Italy.
The sculpture does not indorse any specific political ideals or religious beliefs, neither does it belongs to any specific country.
Courage is for all.
The project was born from the enthusiasm of a group of ordinary people who believe that courage is contagious.

 

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