Magnetism – 2013

Ferro

 

Magnetism Magnetismo, campo magnetico, definizione della forza energetica come elemento creativo. Due opere come due equazioni matematiche capaci di descrivere due fenomeni magnetici, che non vengono rappresentate dal calcolo ma dalla forza fisica dell’uomo artista. Linee di ferro che non hanno alcuna caratteristica sensibile, tranne l’energia che conducono, vengono guidate dalla forza narrativa dell’uomo come fenomeni naturali da affrontare con l’esperienza del contadino, la conoscenza dello scienziato e la follia dell’artista. Questi due lavori rappresentano il momento in cui ci si trova davanti alla potenza della natura che si ribella al nostro tentativo di piegarla, di usarla, di chiuderla in macchine utili per la nostra sopravvivenza: la lastra di ferro come lo scheletro dell’ago della bussola sono supporti di conoscenza che abbiamo inventato per lavorare o per orientarci, sono icone dell’esistenza umana, simboli del nostro bisogno di gestire l’energia.

“L’Origine della trama” racconta il momento preciso in cui l’uomo cerca un codice di riproduzione di un modello: imposta un disegno con dei fori per creare una matrice che consenta di rifare l’immagine della cassa toracica, dai fori passano i fili di ferro che seguono la volontà scientifica fino al sorpassamento dello spessore della lastra ma poi si ribellano e scappano in una confusione creativa che prende due direzioni per seguire una naturale indole di attrazione per altre fonti di energia, come la luce della finestra o quella dello spettatore che entra nella sala. Un confine preciso, l’ entrata e l’ uscita, la lastra é la soglia limite fra il progettista e l’artista, fra il calcolo e l’istinto, la dimostrazione dell’indomabilità dell’energia pura. Come una diga che si rompe come il calcolo dello spessore del ghiaccio perfetto ma sbagliato del Decalogo di Kieslowsky, come le teorie sulle forze fisiche di Gilbert Lewis che individuano i Fotoni come non creabili e indistruttibili. I fili di ferro dei lavori di Dormino sono fotoni intesi proprio come li definisce la Fisica: “il fotone o quanto di luce é il pacchetto elementare che costituisce la propagazione elettromagnetica, costituente di tutte le radiazioni come la luce, le onde radio o i raggi UV.” L’artista come lo scienziato studia la propagazione nello spazio dell’energia, come attraversa la materia e come si propaga nel vuoto, una energia che si esprime in vibrazioni fondamentali, si sprigiona senza distribuirsi in modo uniforme sull’onda elettromagnetica perchè suscettibile alle interferenze.

L’interferenza diventa l’attimo fuggente, inteso anche come Carpe Diem, dove avviene il cambiamento, punto visibile nella lastra de “L’Origine della trama” e invisibile in “Magnetism” dove i fili escono dal contenitore e si alzano piegati come lingue di un fuoco investito dal vento immateriale della rinascita.

Quei fili che sembrano rami sottili, fascine impossibili da legare e trattenere se non con le braccia umane, vengono accatastati dentro un ago di bussola come per alimentare la macchina a vapore di un mezzo che ci porta via, indica il nord, indica un percorso prestabilito e allora anche qui l’energia si ribella e sale, va da un’altra parte.

Interferenza che genera ribellione all’ordine precostituito, rinuncia alla comodità delle convenzioni per riuscire a volare, trasgressione irrazionale ma costruttiva di chi sa leggere nelle passioni più che nelle regole.

Il coraggio di entrare nell’occhio del ciclone e di domarlo cercando di piegare ogni onda senza cambiare il movimento nuovo: un lavoro fatto con le mani più che con la testa, perchè l’uomo conserva meglio le esperienze naturali che innaturali e ancestralmente ricorda come si allatta un figlio, si semina un campo o si piega il ferro.

 

 

 

Magnetism, magnetic field, the definition of energetic power as a creative element. Two works as two mathematical equations to describe two magnetic phenomenons, that are not represented by calculation but by the physical force of the artist. Rows of iron that have no perceivable characteristics other than the energy they conduct, guided by the narrative force of man, like natural phenomenons to be faced with the experience of the farmer, the knowledge of the scientist and the folly of the artist. These two works represent the moment in which you find yourself facing the power of nature that rebels against our attempts to bend it, to use it, to close it in machines used for our survival: the iron plate, as the skeleton of the compass needle, are supports of knowledge that we invented to work, or to orient ourselves, icons of human existence, symbols of our need to control energy.

“L’Origine della trama”tells of the precise moment in which man searches for the reproduction code of a model: arranging a design with holes to create a matrix that allows us to reproduce the image of the rib cage; through the holes pass iron wires that follow the scientific will up to the surpassing of the thickness of the iron plate, but then rebel and escape in a creative confusion that takes two directions to follow natural attraction for the energy sources, like the light from a window, or that of a spectator entering the room. A precise boundary, the entrance and the exit, the plate is a threshold between the designer and the artist, between calculation and instinct, the demonstration of the inability to control pure energy. Like a dam that is broken with the calculation of the thickness of the ice, perfect but mistaken, as the Decalogue by Kieslowsky, like the theories on physical forces of Gilbert Lewis that identify photons as not creative or indestructible, the iron wires of the works of Dormino are photons as Physics defines them: “the photon, or quantum of light, is the elementary particle that constitutes the electromagnetic force, consisting of all the radiations, like light, radio waves, or UV rays.” Like the scientist, the artist studies the propagation in the space of energy, how it traverses matter and how it propagates in space, an energy that expresses itself in fundamental vibrations, and bursts forth without uniform distribution on the electromagnetic wave, because it is susceptible to interference.

The interference becomes the moment to be seized, also known as “Carpe Diem”, where the change occurs, visible in the plate of “L’Origine della trama” and invisible in “Magnetism”, where the wires exit the container and curl up like the tongues of a fire enveloped by the immaterial wind of rebirth.

Those wires that resemble thin branches, straws that are impossible to tie down or control, if not by human arms, are stacked inside a compass needle, as if to power the steam engine with the means that takes us away, pointing north, showing a preset path, and even here the energy rebels and rises, goes somewhere else.

Interference causes this rebellion against the preset order, renounces the comforts of convention to be able to fly, irrational but constructive transgressions, for those who can read in passions better than rules.

The courage to enter the eye of the cyclone and to dominate it, looking to bend every wave without altering the movement: a work created by the hands rather than the head, because man better conserves his natural experiences than his unnatural ones, and ancestrally remembers how to feed a child, how to plant a field, or bend iron.

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